COPERTINA
Broccoli amici dei polmoni - 43470 -3-3
 SCIENZA   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   <<ECOLOGIA>>   VARIE   POSTA 
  Acqua   |   Atmosfera   |   Ambiente   |   Biodiversita'   |   Bioagricoltura   |   Biotecnologie   |   Cronache   |   Clima   |   Elettrosmog   |   Energia   |   Effetto serra   |   Fonti alternative   |   Inquinamento   |   Mari   |   OGM   |   Ricerche   |   Riciclo   |   Scie chimiche   |

Ambiente

L'Oms contro i condizionatori
La Terra sta cambiando
Incendi: prevenire è meglio
Il sentiero della Terra
Emergenza Amazzonia
Verde per combattere afa e gelo
Declino ghiacciai Kilimamjaro
Lago Aral, un deserto di sale
Laghi e fiumi sotto il ghiaccio
SOS per orsi polari e ippopotami
Lo sterminio delle foreste
Africa: l'ultima rapina
State of the world
Limits update
Il ritorno dei laghi killer
Amico della Terra
Effetto serra e agricoltura
Amazzonia, deforestazioni record
Distruzioni da record in Amazzonia
Artide, più mercurio che ghiaccio
Mediterraneo denuclearizzato
Mucillagini sull’Himalaya
Eresie ambientali
Amazzonia, deforestazione record
Foreste finlandesi in pericolo
I danni dello tsunami
Lastricare l’Amazzonia con la soia
Microrganismi nei bacini
Pericolo dagli abissi
SOS savana brasiliana
BP fermata in Georgia
Coltivare senza arare
Palma da olio in Indonesia
Bovini e foresta amazzonica
Deforestazioni in Congo
L'Amazzonia sta cambiando
Olio di palma e foreste
Habitat in pericolo nel Belize
Uccelli europei in declino
Orangutan in pericolo
Salve le Isole Lofoten
Foresta Tongass in pericolo
Le 100 località più a rischio
La distruzione della foresta Styx
Indonesia: foreste distrutte
Pulire le acque con la luce UV
Ghiacciai verso l'estinzione?
Un disastro ecologico
Acqua dolce in fondo al mare
70% dell'acqua per l'agricoltura
Deforestazioni in Birmania
Foreste boreali in fiamme
Luna e Antartide
Tempi difficili per i piromani
Aree indonesiane da proteggere
Aree protette in Cambogia
Deforestazioni in Brasile
Acqua gestita male in Africa
Cromo in Nuova Caledonia
Dighe a rischio in Italia
Deforestazioni a pieno ritmo
Un enzima pulitore
Africa al collasso
OSCE: consumi ridotti del 30%
Troppe piantagioni di caffe`
Metropoli ossigenate
BM finanzia due miniere
Come si muovono i ghiacciai
B.M. favorisce l'acqua privata
Incendi nelle foreste pluviali
Emergenza ambientale in Iraq
Ambiente in Afghanistan
L'ambiente dei Territori Occupati
La foresta di Malahvia
Aree industriali abbandonate
Politica poco ecologica della BM
Cosa accade in Indonesia
Emergenza amianto in Italia
Le attività umane nel mondo
Un gigantesco iceberg antartico
Oltre 11.000 specie in pericolo
Stato dell'ambiente in Vietnam
Il progetto PPP
Gli aborigeni dicono di no
Voto Summit Mondiale: 22/100
Gli ecosistemi persi costano
Mutazioni genetiche degli anfibi
Deforestazione in Brasile
Una nebbia tutta da... bere
Niente acqua? Bevi Coca-Cola
Inquinamento luminososo
Il satellite «Aqua»
Ecosistema in disfacimento
Allora, che Fao?
Piantagioni illecite
Pianeta alterato
Lo smog
L'isola di bancks
L'Antartide si frantuma
Il proggetto eden
Il Mediterraneo
I nuovi meteosat
Gli Usa sussidiano l'agricoltura
Gatto delle nevi ecologico
Fulmini mappati
ARTICOLO NON PRESENTE
Acqua gestita male in Africa
Acqua gestita male in Africa


di: Fabio Quattrocchi

Secondo un rapporto del WWF, se nei prossimi decenni la crescita demografica in Africa continuerà aumentando la pressione sui servizi forniti dagli ecosistemi, sarà necessario triplicare le infrastrutture di gestione idrica al fine di raggiungere gli obiettivi dell'ONU che prevedono il dimezzamento entro il 2015 del numero di persone senza accesso ad acqua potabile e a condizioni igieniche adeguate. Il rapporto afferma, però, che solo una buona gestione dei fiumi può rendere possibile la realizzazione di uno sviluppo sostenibile e della riduzione della povertà in Africa. Secondo il WWF, affidarsi solo allo sviluppo di nuove infrastrutture non è sufficiente.

Lo studio evidenzia che in Africa si è verificata la crescita demografica più alta del mondo tra il 1990 e il 2000, ma il continente ha ancora il sistema di approvvigionamento idrico peggiore. Questa divergenza è sottolineata dal fatto che, sebbene tra il 1999 e il 2000 circa 816 milioni di persone nel mondo hanno guadagnato accesso a qualche forma di approvvigionamento migliore, oltre un miliardo abitanti delle zone rurali nel Terzo Mondo ancora soffrono la mancanza di acqua, gran parte dei quali sono in Africa. Il continente è particolarmente colpito dalla distribuzione irregolare di acqua: il 50% dell'intera superficie idrica si trova nel solo Bacino del Fiume Congo, mentre l'Egitto è una delle zone che soffre maggiormente lo stress idrico ed è il maggior consumatore.

La dipendenza dall'irrigazione in agricoltura e dalla costruzione di nuove dighe per conservare e utilizzare l'acqua è mal gestita, infatti lo stato degli ecosistemi idrici sta continuamente peggiorando. Dal 1950 il numero delle dighe è aumentato di 7 volte, esse deviano il 14% del flusso idrico totale nel mondo. Si prevede che entro il 2025 ben 10 milioni di persone dipenderanno da 63 bacini fluviali per l'acqua e il cibo. Ma 29 di questi soffrono già di stress idrico, e altri 18 si aggiungeranno ad essi entro il 2025.

La costruzione di dighe, laddove soluzioni alternative sarebbero state ugualmente o più efficaci, ha provocato l'aumento dei costi, talvolta la riduzione della produzione di cibo e della quantità di acqua disponibile, e spesso danni irreversibili all'ecosistema. Il rapporto evidenzia che a causa della scarsezza di acqua, il futuro dell'irrigazione dipende dal miglioramento della gestione degli attuali schemi. Infatti una diga costruita per aumentare l'irrigazione per la produzione cerealicola può aumentare il raccolto di un particolare tipo di raccolto nella regione a monte, ma può anche causare un declino nella qualità e quantità dell'acqua dolce a valle, con la conseguente perdita degli stock ittici d'acqua dolce, l'aumento delle inondazioni e altri impatti che nel lungo termine compromettono gli obiettivi fissati per la riduzione della povertà. I pesci d'acqua dolce sono la fonte primaria di proteine per i paesi africani; ma le condizioni dell'acqua mettono a rischio tali risorse e le popolazioni che da esse dipendono.

Il WWF cita il NEPAD (New Partnership for Africa's Development) che promette di sradicare la povertà e promuovere lo sviluppo sostenibile. Ma uno dei maggiori difetti del NEPAD, dice il WWF, è lo stesso che affligge altre parti del mondo: il fallimento di bilanciare lo sviluppo con il mantenimento delle funzioni degli ecosistemi. Tali ecosistemi, infatti, forniscono acqua per consumi umani, controllo del cibo naturale, filtraggio dell'acqua, ciclo dei nutrienti, controllo dell'erosione e una serie di prodotti come pesce, legname e fibre.

Queste merci e servizi raramente hanno un valore di mercato e quindi non sono considerati negli schemi di gestione idrica. Un sistema di gestione appropriato deve integrare le complesse interazioni tra clima, ecosistemi, e specie con gli obiettivi politici, economici e sociali di ogni paese o regione.

fonte: WWF International
traduzione di: Fabio Quattrocchi




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (12-07-2003:03:44)  EDIT ARTICLE Nr. 7770  



Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.5594)