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Africa al collasso
Africa al collasso


di: Fabio Quattrocchi

Secondo un rapporto dell'UNEP (United Nations Environment Programme) sullo stato ambientale del continente africano, negli ultimi 30 anni la crescita della popolazione, le guerre, il debito, i disastri naturali e le malattie hanno danneggiato il ricco ambiente africano.

Nei prossimi 30 anni, altri fattori come il cambiamento climatico, l'introduzione di specie viventi aliene, l'espansione incontrollata delle città e l'inquinamento da autoveicoli, aggraveranno i livelli di povertà, il malessere e la crisi ambientale. Per intervenire sulle cause del degrado ambientale servono provvedimenti ben precisi come la riduzione del debito di questi paesi, l'aumento degli aiuti esteri, il rafforzamento delle comunità locali, l'implementazione degli accordi ambientali, l'introduzione di tecnologie pulite e l'accesso per i paesi africani ai mercati internazionali delle loro merci. Senza tutto ciò, afferma il rapporto, l'Africa difficilmente potrà svilupparsi a vantaggio dei suoi cittadini e del suo ambiente.

Secondo lo studio, l'Africa è estremamente vulnerabile al riscaldamento globale a causa della forte dipendenza della sua agricoltura dalle piogge e la mancanza di fondi per affrontare eventuali danni conseguenti. Nell'Africa australe la produzione agricola potrebbe crollare del 20% nei prossimi 30 anni se il riscaldamento globale continua, e molte specie vegetali e animali potrebbero scomparire. L'inquinamento dell'aria aumenta di pari passo con l'espansione urbana che avanza a ritmi velocissimi.

Il problema è aggravato dalle tasse che incoraggiano l'uso di carburanti inquinanti, dall'importazione di macchine datate e l'utilizzo di impianti industriali inefficienti. Alcuni progetti per lo sviluppo delle energie rinnovabili stanno prendendo piede in Marocco, Algeria e Mauritius. Le emissioni di CO2 sono aumentate di otto volte dal 1950, tuttavia esse sono inferiori alle emissioni dei paesi industrializzati come Germania o Giappone.

Il Sud Africa è responsabile del 42% delle emissioni totali del continente, mentre le emissioni di Egitto, Nigeria e Algeria messe insieme rappresentano il 35.5%. L'innalzamento del livello del mare provocherebbe la scomparsa di vaste aree, ad esempio il 70% delle Seychelles verrebbe sommerso. Il 38% degli ecosistemi costieri, come le foreste di mangrovie e le barriere coralline, sono minacciati da inquinamento, sovrasfruttamento, erosione, e anche dallo sviluppo di porti e la crescita di insediamenti nelle coste e i conseguenti scarichi di acque di rifiuto. Ad esempio il 40% delle foreste di mangrovie della Nigeria è andato perso dal 1980. Nel Nilo i livelli di nutrienti si sono ridotti talmente tanto che la pesca di sardine nel delta è scesa da 22,618 milioni di tonnellate a meno di 13,500 mln.

fonte: UNEP
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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