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Aree industriali abbandonate
Aree industriali abbandonate


a cura del CNR

In mancanza di adeguata manutenzione le aree industriali dismesse potrebbero diventare vere e proprie bombe ecologiche. A lanciare l’ allarme ambientale sono stati oggi gli esperti riuniti al convegno veneziano Le aree dismesse: un’opportunità per lo sviluppo sostenibile, promosso dal Dipartimento di Pianificazione dello IUAV -Università di Architettura di Venezia e da IDEAS-Università di Ca’ Foscari, in collaborazione con CORILA e CNR. Una situazione che solo in Italia interessa 9.000 ettari, pari a 90 chilometri quadrati.

Dopo le "carrette del mare" un altro rischio ambientale minaccia l’ecosistema del vecchio continente: i siti industriali abbandonati; aree spesso obsolete, che rischiano di diventare delle vere e proprie "bombe ecologiche", anche a causa della inadeguata manutenzione. A lanciare questo allarme sono studiosi europei e nordamericani riuniti al convegno internazionale promosso a Venezia dal Dipartimento di Pianificazione dello IUAV – Università di Architettura di Venezia e IDEAS-Università di Ca’ Foscari, in collaborazione con il Consorzio per la Gestione del Centro di Coordinamento delle Attività di Ricerca inerenti la Laguna di Venezia (CORILA) e il CNR.

Un problema particolarmente avvertito in Italia, visto che ben 9.000 ettari sono occupati da siti dismessi: la sola zona industriale di Marghera, ad esempio, ne occupa 2000 ettari, una buona porzione dei quali risulta pesantemente contaminata. Da uno studio della Provincia di Venezia emerge poi che su 365 aree prese in considerazione ben 176 sono potenzialmente a rischio (tra cui Avezzù, Ciuffi, Pavanato 2000). Se si esamina il fenomeno anche negli altri Paesi europei, si scopre che si tratta di una piaga ecologica molto diffusa: in Germania i siti dismessi già censiti interessano 128.000 ettari, in Gran Bretagna 39.600, in Francia 20.000, in Olanda tra i 9.000 e gli 11.000 e in Belgio 9.000, mentre mancano dati sicuri per Grecia, Austria e Danimarca.

"L’impresa che abbandona un’area - spiega Margherita Turvani, docente di politica economica alla Facoltà di Pianificazione dello IUAV - non è tenuta per legge a bonificarla e il risultato è una pesante eredità ambientale: composti altamente pericolosi cominciano a migrare infatti nell’ambiente circostante senza alcun controllo. Le conseguenze diventano ancora più preoccupanti se si pensa che spesso queste aree industriali si trovano vicino al cuore delle nostre città o, comunque, in zone urbane densamente popolate".

Quale soluzione, allora? Secondo gli esperti occorre avviare immediatamente un censimento dettagliato delle aree più estese e provvedere al disinquinamento e recupero delle zone più esposte, in stretta collaborazione con gli enti locali.

Per ulteriori informazioni:

Margherita Turvani
Phone: +39 041-2572105




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