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Lo sterminio delle foreste
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redazione ECplanet

Solo il 10% delle terre emerse del pianeta sono ancora ricoperte da foreste “intatte”, il resto è stato profondamente alterato se non distrutto negli ultimi 80 anni. Il nuovo quadro dello stato di salute delle foreste del pianeta è stato messo a punto da Greenpeace e reso noto durante la Conferenza sulla biodiversità che si tiene in Brasile. Affinché una foresta si possa considerare “intatta”, deve avere una superficie di almeno 500 kmq, che è appena sufficiente a sostenere un numero di grandi e piccoli animali senza creare conflitti di sopravvivenza e tale da non essere invasa da specie aliene, ossia da organismi viventi che dall'esterno vanno a sostituire quelle esistenti e inoltre, non deve essere stata profondamente alterata dall'azione dell'uomo.

Le carte, elaborate utilizzando i dati satellitari raccolti in vari decenni, danno per la prima volta un quadro omogeneo della situazione planetaria, sostituendo i molti altri lavori che in alcuni casi mancano di informazioni fondamentali o sono eccessivamente dettagliati. Dalle ricerche risulta che solo nelle aree tropicali ben 5 milioni di chilometri quadrati di foreste (oltre 16 volte la superficie dell'Italia) sono state degradate dall'azione di taglio e 3,5 milioni di kmq sono stati totalmente deforestati.

«Le cause della distruzione variano da zona a zona: in Africa e Papua Nuova Guinea è l'industria del legno, in Amazzonia e Malesia c'è una coalizione tra l'industria del legno e la richiesta di terre per l'agricoltura. La richiesta di carta è invece, il problema per le foreste dell'Europa settentrionale», spiega Sergio Baffoni, responsabile Foreste di Greenpeace Italia. Il bacino dell'Amazzonia continua a essere la più grande area tropicale di foreste; «tuttavia solo il 31 % sono rimaste intatte e purtroppo in ben 11 Paesi sudamericani sono scomparse», sostiene Christoph Thies, del Progetto Foreste di Greenpeace International. L'Europa ha distrutto quasi del tutto le sue, al punto che solo il 6,4% sono rimaste come lo erano originariamente e rappresentano il 3% delle foreste del pianeta. In Italia, purtroppo, non è rimasto nulla di intatto.

Se questo è il quadro della situazione cosa si può fare per limitare i danni ? «Innanzi tutto fare in modo che i governi di tutti i Paesi prendano atto dello stato delle foreste, perché non abbiano più scuse per fermare quanto sta accadendo», sostiene Thies. Aggiunge Baffoni: «Un'azione importante sarebbe quella di fermare l'esportazione del legno tagliato illegalmente. In Italia, a esempio, non c'è una legge che impedisce l'importazione di legno non certificato e le prove che il fenomeno esiste sono note a tutti. Altre azioni possono cercare di indirizzare il mercato della carta e del legno in un certo modo. Gli acquisti pubblici di questi due elementi menti rappresentano circa il 14% del mercato europeo. Vari comuni si sono impegnati nel richiedere prodotti che siano certificati. Una strada che può dare buoni risultati».

Autore: Luigi Bignami
Fonte: La Repubblica del 21 marzo 2006 n. 66




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