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La distruzione della foresta Styx
La distruzione della foresta Styx


di: Fabio Quattrocchi

Australia: Greenpeace contro la distruzione della foresta Styx in Tasmania

Sei attivisti provenienti da 4 paesi (Australia, Giappone, Canada e Germania) si sono stanziati sugli alberi della foresta Styx, nel sud est della Tasmania, nel tentativo di salvarla dalle motoseghe della Gunns Limited. La foresta Styx ospita specie di alberi latifoglie tra i più alti al mondo, tanto che possono raggiungere l'altezza di 85 metri (il più alto raggiunge i 96 metri). Secondo gli attivisti, i paesi importatori dovrebbero produrre la carta con il legno delle piantagioni, non con quello delle foreste vergini secolari.

Senza la protesta delle due organizzazioni, Greenpeace e Wilderness Society, la foresta Styx potrebbe essere distrutta in pochi mesi. Greenpeace e WS chiedono al governo Australiano di istituire un parco nazionale (che coprirebbe un'area di 15,000 ettari) e riconoscere la possibilità che sia riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità, come ha raccomandato l'UNESCO.

     

Le operazioni di taglio metterebbero a rischio anche alcune specie di animali minacciate come l'Accipiter novaehollandiae e l'Aquila audax. La Gunns Limited frantuma gli alberi in trucioli di basso valore per trasformarli in carta. Il prodotto è esportato prevalentemente in Giappone per essere usato dalla Nippon e dalla Mitsubishi. Gli attivisti chiedono di scrivere a queste aziende per spingerle a non acquistare i prodotti della Gunns.

Un parlamentare Tasmaniano del partito laburista ha ricordato che la maggior parte delle foreste secolari nell'isola sono già protette e che dal 2010 il taglio di queste foreste sarà vietato. Ma gli ambientalisti puntano al fatto che la Tasmania da sola esporta più legname di alberi secolari che tutti gli altri stati Australiani messi insieme. Solo il 25% dell'area forestale originale è rimasta intatta, e 1/3 di ciò che è rimasto rischia di essere tagliato. I cittadini Tasmaniani ricavano solo 10$ per ogni tonnellata di legno; la Gunns Limited ha ricavato 419 milioni di dollari esportando 5 milioni di tonnellate nel 2000, mentre i Tasmaniani hanno ottenuto solo 25 mln di dollari in royalties, denunciano i Verdi Australiani.

Le operazioni di taglio prevedono che, una volta rasa al suolo la foresta e rimossi gli alberi utili, degli elicotteri lancino una sostanza petro-chimica nell'area deforestata per evitare che ricrescano gli alberi; infatti la zona sarà riutilizzata per far posto alle piantagioni commerciali di alberi. Questa operazione danneggia la fauna locale, compresi i wombati.

Il sito dell'iniziativa attraverso cui è possibile scrivere alle compagnie Giapponesi che acquistano i prodotti della Gunns è:
http://weblog.greenpeace.org/tasmania/.

fonte: ENS, Greenpeace Australia, Australian Greens;
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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