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di: Fabio Quattrocchi

Kazakistan: Una diga di 11 km condanna a morte il Mar D'Aral

Una diga di 11 km sta per essere costruita in una piccola parte del Mar D'Aral settentrionale in Asia centrale, un progetto descritto come il peggiore disastro ambientale del mondo. Il Mar D'Aral, diviso tra le ex repubbliche sovietiche del Kazakistan e dell'Uzbekistan, si sta prosciugando da 25 anni, da quando l'URSS aveva cominciato uno schema d'irrigazione di vasta scala che deviava l'acqua dai due affluenti per la coltivazione del cotone e del riso nel deserto.

Due progetti di salvataggio tentati nel passato sono falliti e uno dei due fiumi ha cessato di scorrere. In alcuni posti la profondità dell'acqua è diminuita da 54 a 28 metri e il ritiro ha lasciato le vecchie navi abbandonate in quella che adesso è terra desertica. Il Kazakistan, che faceva affidamento sul pesce del mar D'Aral, ha deciso di abbandonare gran parte del mare costruendo una diga per estrarre le acque del secondo affluente a nord. È parte di una guerra idrica con l'Uzbekistan, che ha fermato l'afflusso di acqua del fiume Amu-Daria nel sud del mare.

il fiume Amu-Daria

La tensione tra i due stati è aumentata dopo alcuni incidenti di confine, e l'Uzbekistan ha vietato l'accesso all'intera parte del mare entro il suo territorio sia ai turisti che alle agenzie di soccorso. L'ultimo che è stato nel posto ha riferito che la popolazione che in passato si sosteneva con la pesca e l'agricoltura adesso sopravvive solo grazie agli aiuti alimentari nel deserto salato. Cancro e collasso del rene e del fegato sono comuni sia negli adulti che nei bambini. Mentre chi protesta in Uzbekistan viene chiuso in prigione. Il Kazakistan dice che il suo fiume, il Syr-Daria, da solo non può tenere vivo l'intero mare. In effetti l'acqua finisce nella zona morta meridionale del mare.

Il governo sta spendendo 70 milioni di euro ricavati dallo sfruttamento petrolifero per ridurre le perdite al Syr-Daria dovute all'irrigazione. Costruendo una diga attorno a quella che è adesso una stretta lingua di terra arida il governo spera di ripristinare le popolazioni ittiche e ridurre le tempeste di sabbia. La Banca Mondiale sta finanziando la diga. Cinque paesi - Kyrgyzistan, Tajikistan, Turkmanistan, Uzbekistan e Kazakistan - usano i due fiumi per l'irrigazione da secoli. Ma l'area irrigata si è espansa da 6 milioni di ettari negli anni '60 a 8 milioni e il mare ha cominciato a prosciugarsi anche perché l'acqua usata in agricoltura evapora prima ritornare in mare.

             

Un diplomatico Britannico a Dushanbe, in Tajikistan, ha detto che c'è tensione fra gli stati per la spartizione dell'acqua, se entro 10 anni non cambia nulla ci potrebbe essere un conflitto armato. Per risanare il mare sono necessari 1000 chilometri cubi di afflusso di acqua all'anno, ma adesso arrivano solo 110 chilometri cubi e quasi tutti dal nord. Il sud del mare ottiene poche gocce. La linea costiera è arretrata in media di 250 km, il livello di salinizzazione è cresciuto drammaticamente, e le acque lasciano dietro un impasto salato di pesticidi e altri minerali.

La parte settentrionale è in condizioni migliori per il modesto afflusso del Syr-Daria e tre specie di pesci sono sopravvissute, ma il sud è virtualmente morto. Un direttore dell'International Fund for Saving the Aral Sea, un'organizzazione interstatale presieduta dal Presidente dell'Uzbekistan Karimov, ha detto che è pronto un piano d'azione che prevede la coltivazione di piante che necessitano di quantità minori di acqua e l'uso di metodi moderni per ridurre del 50 per cento i consumi di acqua. Uno degli ultimi ad aver visitato la parte meridionale del mare, in Uzbekistan, ha detto che la popolazione è in uno stato terribile, beve dalle fosse di fango, che è ciò che rimane del fiume un tempo vigoroso.

L'uomo, che lavora per un'agenzia di assistenza, ha detto che era stato proposto un piano per spostare la popolazione, ma l'Uzbekistan lo ha respinto. “Adesso nessuno ha idea di cosa sia accaduto alla gente che stavamo cercando di aiutare” ha riferito l'uomo. Mappe e approfondimenti sul Mar D'Aral sono disponibili a questo URL:
http://www.grida.no/aral/main_e.htm

fonte: Fonte: The Guardian;
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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