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La materia mancante
La materia mancante


di: Alessio Mannucci

Come polvere catturata da una ragnatela, molta della materia ordinaria di cui è composto l'universo è rimasta intrappolata in vaste nubi gassose intergalattiche. La scoperta, resa possibile grazie a Chandra, l'osservatorio orbitante a raggi-x della NASA, potrebbe portare a nuovi modelli della fisica standard.

Gli scienziati finora non hanno fatto altro che stimare l'ammontare complessivo di materia ordinaria nell'universo che si è formato dopo il Big Bang. Finchè, non si sono accorti che circa la metà della quantità di materia da loro calcolata, mancava all'appello, scomparsa chissà dove negli infiniti spazi cosmici. “Tutti i barioni che formano le stelle e i gas, dentro e fuori le galassie, ammontano solo a poco più della metà di quelli che che esistevano subito dopo il Big Bang”, prova a spiegare Fabrizio Nicastro, dell' Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.

I barioni sono una classe di particelle che includono protoni e neutroni, i componenti che contribuiscono alla massa atomica. Ci si riferisce a queste particelle come materia ordinaria per distinguerla dalle ben più misteriose particelle che formano la materia oscura. Nicastro e il suo team di ricerca hanno usato una simulazione al computer creata da astrofisici per identificare le particelle barioniche mancanti. “Grazie all'aiuto del computer, forse siamo riusciti a scoprire dove si nascondevano”, dice Nicastro, “in nubi di gas caratterizzate da densità molto basse e temperature tra qualche migliaia e un milione di gradi Celsius”.

L'hanno chiamata “Warm-Hot Intergalactic Matter” o WHIM (scottante materia intergalattica), prima d'ora osservata intorno alla Via Lattea ma mai nello spazio profondo. Osservando il quasar Markarian 421, una galassia con un buco nero supermassiccio al suo centro, tramite Chandra, gli astronomi hanno rilevato due probabili nubi di WHIM. Ulteriori analisi hanno mostrato una composizione di elementi come carbonio, nitrogeno e ossigeno, una bassa densità e una temperatura di circa un milione di gradi Celsius, tutti dati che concordano con la stima del cervellone elettronico. I ricercatori sono convinti dell'esistenza nell'universo di molte altre nubi dello stesso tipo. Se così fosse, sarebbe risolto il mistero della materia mancante.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics

Chandra X-ray Observatory Center

E-mail: Alessio Mannucci




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