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Telescopi

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Un radar supersonico
Il rilevatore marino Antares
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L'osservatorio AMANDA
L'osservatorio «Sofia»
Un telescopio unico al mondo
Un radar supersonico
Un radar supersonico


a cura del CNR

Raggi laser per attirare il popolo vacanziero nelle discoteche, ma anche per catturare informazioni sullo stato di salute dell'aria. In questo caso ad essere coinvolto è però il popolo dei "lidaristi" che in Italia, ed al CNR specialmente, ha molti seguaci. “Il Lidar - spiega il dottor Fernando Congeduti della Sezione di Roma dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR - altro non è che un radar ottico, un radar cioè che utilizza un fascio di luce al posto delle onde radio per studiare l'atmosfera nelle sue caratteristiche fondamentali: la presenza di pulviscolo, la quantità di ozono o di altri gas che possono avere effetti sull'ambiente e sul clima.

“Nella sua forma più semplice un Lidar si compone di un trasmettitore (essenzialmente un laser), di un ricevitore, costituito da un telescopio, e di un sistema di acquisizione dati. “Il laser emette un impulso di luce di durata brevissima (si parla di miliardesimi di secondo), che dobbiamo immaginare come una barretta di luce, lunga pochi metri, che attraversa l'atmosfera alla velocità di 300mila km al secondo (la velocità della luce). Questa luce, interagendo con i componenti dell'atmosfera (molecole d'aria e particelle di pulviscolo), viene diffusa in tutte le direzioni grazie allo scattering”.

Di cosa si tratta? Per capirlo basta pensare alle sottili strisce di luce che si vedono quando il sole filtra attraverso le fessure di una tapparella in una stanza semibuia. Ecco, quello che si osserva è appunto lo scattering. Una piccola frazione della luce diffusa torna indietro, come un'eco luminosa, verso lo strumento stesso che l'ha emessa, viene raccolta dal ricevitore e registrata dal sistema d'acquisizione dati.

Il Lidar è lo strumento d'elezione per lo studio delle polveri disperse nell'aria come quelle prodotte dall'inquinamento, dalle eruzioni vulcaniche o come la sabbia trasportata fino a noi dal deserto. “I sistemi lidar del nostro Istituto - conclude Congeduti - sono stati inseriti nella rete di stazioni per lo studio dei cambiamenti climatici, costituita per iniziativa della NASA”.

Autore: Anna Capasso
Fonte: Fernando Congeduti
Sezione di Roma dell’ Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR, Bologna
Photo: +39 06/49934335
E-mail: f.congeduti@isac.cnr.it




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