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Telescopi

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Giant Magellan Telescope
Giant Magellan Telescope


redazione ECplanet

Il telescopio più grande del mondo viene inaugurato sabato 23 luglio con una cerimonia all'osservatorio dell'Università dell'Arizona. Astronomi provenienti da tutti gli Stati Uniti, tra cui studiosi dell'Università di Harvard e del MIT (Massachusetts institute of technology), si incontreranno per inaugurare la costruzione del più potente strumento di osservazione astronomica terrestre mai ideato, il Giant Magellan Telescope (GMT).

Una volta completato sarà formato da 7 specchi di 8 metri di diametro l'uno, disposti come in un fiore con 6 petali con uno specchio al centro. Il tutto avrà un'apertura di 22 metri, più della lunghezza di una piscina. La sua capacità di risoluzione sarà 10 volte superiore a quella del telescopio spaziale Hubble. Questo permetterà agli astronomi di vedere molto in profondità nello spazio e di studiare la nascita delle stelle, di altre galassie e dei buchi neri, catturando la luce che ha viaggiato nello spazio per milioni di anni.

Il GMT potrà fare tutto questo grazie ai suoi specchi montati con una tecnica studiata da Roger Angel, docente di astronomia all'Università dell'Arizona. I sistemi adattivi del telescopio infatti aggiusteranno l'ottica cento volte al secondo per minimizzare gli effetti della turbolenza atmosferica sull'immagine, dandole così una grande risoluzione.

Se l'ottica adattiva è di ultima generazione, innovativa è anche la tecnica di realizzazione delle lenti: in una fornace a 2150 gradi verranno fusi circa 20 mila chilogrammi di vetro per ogni specchio. La fornace ruoterà su se stessa 5 volte al minuto per fare in modo che il vetro si depositi sulle 1681 celle a nido d'ape che costituiscono la struttura delle lenti. In questo modo si otterrà uno specchio della curvatura desiderata, pesante solamente un quinto rispetto a uno tradizionale. Il completamento del grande telescopio è previsto per il 2016, quando inizierà a scrutare l'Universo dal deserto di Atacama nelle regioni settentrionali del Cile.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Massachusetts Institute of Technology

Giant Magellan Telescope (GMT)




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