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di: Massimo Bertolucci

Science ha informato che gli scienziati del Max Planck Institute for extraterrestrial physics di Gharching hanno simulato il completo meccanismo di formazione di un corpo celeste con l'ausilio di un supercomputer.

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La sperimentazione ha preso spunto dalla teoria che 5 miliardi di anni fa, il Sole era composto inizialmente da una massa oscura raccolta in una sorta di globulo che in seguito di trasformò in una protostella, una sfera di gas dentro la quale stava incominciando una fusione di idrogeno e elio. La luminosità della stella neonata era molto più accentuata di allora. Gli scienziati non presero molto in considerazione l'evento ritenendo che l'intensità della luminosità fosse doppia di quello attuale.

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Grazie alla simulazione col supercomputer, gli astronomi tedeschi hanno scoperto che il nostro astro, quando aveva un'età di un milione di anni, aveva una lucentezza quattro volte quello attuale con una temperatura nella superficie di 500 gradi più calda.

La scoperta è ritenuta importantissima perché permette di comprendere in maniera esaudiente il meccanismo che governa la nascita, la formazione e l'età delle stelle.

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Visto che per determinare l'età di una stella giovane gli astronomi si basano sulla sua lucentezza e temperatura, Sorge spontaneo un dubbio: se la luminosità di una protostella è più intensa, anche la sua età potrebbe essere sottostimata. 

I risultati di questo importante studio aiutano pure nella ricostruzione del clima primordiale della Terra. A quei tempi, il Sole era una stella giovane (aveva pochi milioni di anni), dopo qualche centinaio di milioni di anni avrebbe perso la sua luminosità e conseguentemente una parte del suo calore. Paradossalmente secondo i geologi, la temperatura della Terra rimase tiepida.

La soluzione al dilemma è Vicina: forse il Sole, anche se perdeva forza e calore, nato con una forza maggiore del previsto, poteva ancora riscaldare la Terra.




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