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Lo sviluppo di una supernova
Lo sviluppo di una supernova


di: Donata Allegri

Spesso l'intensità delle supernove può superare ampiamente in luminosità la galassia che le ospita. La maggior parte delle supernove che sono state scoperte fino ad oggi, sono comparse in Galassie molto lontane tanto da non dare l'opportunità a tutti di poterle osservare nel dettaglio, solo raramente tali eventi sono apparsi in Galassie più vicine offrendo la possibilità ai ricercatori di studiarle nei minimi particolari.

Una supernova che rimase famosa per la sua scoperta fu la 1987A (Fig.1) esplosa nella Grande Nube di Magellano. Quando una stella con una massa 8 volte maggiore del nostro sole raggiunge il limite della propria riserva di combustibile nucleare, il nucleo sprofonda e gli strati esterni sono espulsi con un'onda di scossa rapida. Questo enorme rilascio di energia genera una supernova che è circa un miliardo di volte più luminosa del nostro sole ed è paragonabile alla luminosità di una intera galassia. Dopo la distruzione il nucleo della stella si trasforma in in una stella di neutrone o in un buco nero.

Un astronomo australiano dilettante, il sig. Evans, ha aiutato gli scienziati a confermare le loro teorie su come le stelle invecchiano e muoiono. Nel giugno scorso aveva osservato l'esplosione di una stella ed ha prontamente informato gli astronomi che hanno provveduto ad usare sia il telescopio spaziale Hubble che il telescopio Gemini North di Mauna Kea. Per verificare le teorie sulle supernove è importante esaminare che cosa le ha fatte esplodere. Gli astronomi in genere esaminano vecchie fotografie alla ricerca delle stelle nell'esatta posizione della supernova, però questo non è possibile nella nostra galassia, perché nella Via Lattea, non si verifica una supernova da secoli, mentre le stelle progenitrici delle supernove più distanti sono visibili a malapena nelle fotografie più vecchie; finora esistono soltanto due supernove di cui si è trovato il progenitore.

L'esplosione osservata nel giugno del 2003 ha generato la supernova 2003gd era dovuta al collassamento del nucleo di una stella massiva che ha esaurito il combustibile nucleare; faceva parte della galassia a spirale nota come M74, a circa 30 milioni di anni luce nella costellazione dei Pesci. Un team di astronomi, guidato da Stephen Smartt dell'Università di Cambridge ha affermato che per puro caso M74 era stata fotografata in ogni dettaglio meno di un anno prima dell'esplosione.

Gli astronomi affermano che la stella progenitrice di SN 2003gd era una stella supergigante arancione-rossa, circa otto volte più pesante e 20.000 volte più luminosa del nostro Sole. Questo lavoro fornisce la prima conferma della teoria che alcune vecchie stelle più voluminose nell'universo concludono la loro vita nelle esplosioni violente delle supernove. Questa teoria è stata pubblicata dalla rivista “Science”.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

University of Cambridge

Hubble Space Telescope Project

Gemini Observatory

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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