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Acqua e ghiaccio su Marte
Acqua e ghiaccio su Marte


di: Alessio Mannucci

Il 13 Dicembre 2004, la sonda Mars Rover Spirit, che da quasi un anno sta esplorando la superficie del Pianeta Rosso, trova un minerale - “goethite” - che si forma in presenza di acqua. Lo annuncia il Jet Propulsion Laboratory della NASA. Il minerale è stato identificato in rocce raccolte da Spirit in un'area di Marte chiamata Columbia Hills, dove era già stata trovata della ematite, un altro minerale che si forma in presenza di acqua.

UN MARE GHIACCIATO SU MARTE (Space Daily)

La scoperta, effettuata da un team internazionale di scienziati della University College London (UCL), della Open University (OU) e della Free University of Berlin, di un mare ghiacciato vicino all'equatore di Marte ha riacceso ulteriormente il dibattito sulla possibilità di trovare tracce di vita sul Pianeta Rosso. È la prima chiara evidenza dell'esistenza di acqua liquida su Marte. Mentre gli alti livelli di metano riscontrati nella stessa area avevano già fatto avanzare la suggestiva ipotesi della presenza su Marte di micro-organismi biologici.

I risultati del lavoro condotto dal team guidato da John Murray (OU), Jan-Peter Muller (UCL) e Gerhard Neukum (Free University of Berlin) sono stati presentati alla Mars Science Conference della ESA (Agenzia Spaziale Europea) tenutasi ad Estec, in Olanda, il 21 febbraio scorso, e poi pubblicati sul giornale scientifico Nature. Il Professor Muller, del Department of Geomatic Engineering dell'UCL, uno dei due co-investigatori inglesi che hanno preso parte alla ricerca, ha dichiarato: “È un momento storico dell'esplorazione marziana, l'ipotesi secondo cui in quest'area esiste acqua molto vicino alla superficie è stata confermata”. Il Dr Murray, del Department of Earth Sciences alla OU, ha detto: “Il fatto che ci siano stati posti caldi e bagnati vicino alla superficie di Marte, ancor prima che la vita nascesse sulla Terra, e che probabilmente sono ancora lì, significa che c'è la possibilità che micro-organismi primitivi marziani siano sopravvissuti”.

Dal gennaio del 2004, la camera ha catturato un alto numero di immagini stereoscopiche della superficie marziana mostrando dettagli mai osservati in precedenza. Circa il 23% dell'intera superficie marziana è stata ritratta in 3d a tutto colore. Per la prima volta gli scienziati hanno potuto effettuare misurazioni geologiche e geomorfiche degli strati sedimentari su un altro pianeta, così come vengono fatte sulla Terra. Le immagini hanno fornito inoltre preziose informazioni sulle passate condizioni climatiche, sulla presenza di acqua, e sulle età relative della superficie, sulla evoluzione delle attività vulcaniche e sulle due piccole lune di Marte, Phobos e Deimos).

Quello che ha tutta l'aria di essere un mare, risiede nella regione occidentale di Athabasca Vallis. L'acqua, che un tempo formava il mare, si ritiene sia stata originata al di sotto della superficie di Marte. Eruttando, circa 5 milioni di anni fa, da una serie di fratture conosciute come le Cerberus Fossae, l'acqua sarebbe fluita in un'area di 800 x 900, inizialmente ad una profondità media di 45 metri, circa la stessa dimensione e profondità del Mare del Nord. Il blocco di ghiaccio, formatosi in superficie, ha catturato l’attenzione degli scienziati della sonda Mars Express.

Sebbene la formazione del mare risalga al tempo in cui i primi ominidi si stavano evolvendo sulla Terra, in termini geologici è piuttosto recente, suggerendo come le grandi inondazioni che hanno sconvolto il pianeta marziana nel corso della sua lunga storia geologica, possono accadere ancora. La presenza di acqua allo stato liquido, perfino al di sotto della superficie, costituisce soprattutto un possibile habitat in cui la vita primitiva potrebbe essersi sviluppata ed essere sopravvisssuta fino ad oggi. Dato che la superficie molto piatta (simile a quella di estuari terrestri) e lo spessore del ghiaccio suggerisce che molto del ghiaccio è ancora lì. Il ghiaccio è instabile sulla superficie marziana a causa delle basse pressioni atmosferiche (si trasforma in vapore passando attraverso lo stato liquido), ma il mare ghiacciato sembra sia stato protetto da strati di polvere e cenere vulcanica.

La sonda Mars Express darà il via ai suoi esperimenti MARSIS il prossimo maggio, con un radar capace di penetrare nel terreno specificatamente disegnato per la rilevazione di ghiaccio o acqua sotto la superficie. Se le misurazioni confermeranno la presenza di acqua ghiacciata, questo sito diventerà oggetto primario di tutte le prossime ricerche esobiologiche condotte dalla European Space Agency entro il 2010. Alla ESA Mars Science Conference è stato confermato anche che nella stessa area sono stati rilevati i più alti livelli di metano.

ICE ON MARS (Astrobiology Magazine)

Blocchi di ghiaccio mobili e vulcani in eruzione non riguardano solo il passato di Marte, secondo due nuovi rapporti pubblicati su Nature. Enormi blocchi di ghiaccio si sono spostati dai poli ai tropici, tra 350.000 e 4 milioni di anni fa, depositando grandi quantità di ghiaccio alla base di montagne e vulcani nelle regioni est vicino all'equatore marziano, dice il rapporto a cura di un team di scienziati che hanno analizzato le immagini fornite da Mars Express. Gli scienziati hanno anche studiato le immagini dei resti glaciali posti sul versante occidentale del Monte Olympo, il più grande vulcano del nostro sistema solare, trovando ulteriore evidenza di recenti formazioni di ghiaccio e di spostamenti simili a quelli avvenuti sul Monte Kilimanjaro in Africa.

In un secondo rapporto, il team rivela la scoperta di tracce di una grande eruzione del vulcano Hecates Tholus risalente a meno di 350.000 anni fa. I ricercatori hanno trovato in una depressione del vulcano depositi glaciali che potrebbero risalire ad un'epoca tra i 5 e i 24 milioni di anni fa.

James Head, professore di scienze geologiche alla Brown University, autore dei resoconti pubblicati su Nature, dice che i dati glaciali suggeriscono recenti cambiamenti climatici occorsi sul pianeta rosso. Il team conclude sostenendo che Marte si trova attualmente in un periodo interglaciale. Come il pianeta si inclinerà più vicino al sole, il ghiaccio depositato alle più basse latitudini evaporerà e la faccia del pianeta muterà ancora.

La scoperta della esplosiva eruzione di Hecates Tholus fornisce un'ulteriore prova dei più recenti sconvolgimenti marziani. Lo scorso dicembre, membri dello stesso team rivelavano che 5 dei maggiori vulcani marziani sono stati ripetutamente attivi circa 2 milioni di anni fa, e potrebbero esserlo ancora oggi. “Marte è molto dinamico”, dice Head, “le forze geologiche che guidano i cambiamenti climatici sono ancora attive, seppur deboli”. La pletora di ghiaccio e attività vulcaniche potrebbe fornire l'acqua e il calore necessario a sostenere le forme più basiche di vita marziana.

I dati forniti da Mars Express - insieme all'annuncio della scoperta in Alaska di batteri in vita in un blocco di ghiaccio vecchio 30.000 anni - hanno riacceso il dibattito sulla possibilità di vita passata, ma anche presente, su Marte. Un sondaggio effettuato alla recente ESA Mars Science Conference, il 75 percento degli scienziati intervistati ha asserito di credere che forme di vita batterica sono esistite in passato su Marte, mentre il 25 percento crede che possano anche essere sopravvissute fino ad oggi.

Head recentemente è andato all'Antartico per studiare i batteri che possono sopravvivere alle estreme condizioni del continente, molto simili a quelle vigenti su Marte. “Non resta ora che aspettare i risultati delle prossime missioni su Marte che preleveranno campioni di ghiaccio che potremmo studiare direttamente”.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Jet Propulsion Laboratory

ESA - Science - Home - Mars Express overview

Brown University


E-mail: Alessio Mannucci




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