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di: Salvatore Cacciaguerra

Secondo l’analisi dei dati della missione Lunar Prospector, presentata alla Lunar and Planetary Science Conference, sulla luna esistono ancora delle zone che emettono dei gas, come dei piccoli soffioni. Questo risultato è stato evidenziato dal rivelatore di particelle alfa della sonda Lunar Prospector, progettato per evidenziare ogni rilascio di gas, anche minimo, dalla superficie lunare.

Secondo gli scienziati, si tratterebbe, di gas intrappolato nelle rocce lunari, liberato dai deboli ed occasionali terremoti lunari. Questi non sarebbero originati però da un’attività tettonica di tipo terrestre, ma da piccole crepe che si formano quando la Luna perde un po’ del suo calore residuo.

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Questo risultato è stato ottenuto misurando le emissioni del “Radon-222 “ e del “ Polonio-210 “ in cui il Radon decade. Siccome il Radon ha una vita media molto breve, esso permette di rivelare le emissioni ancora in corso, mentre il Polonio, che si deposita sulla superficie, evidenzia le aree che in passato hanno visto emissioni di Radon nei decenni precedenti.

I primi a riscontrare il fenomeno furono i membri dell’equipaggio dell’Apollo 15, essi trovarono indizi delle emissioni, ma ovviamente non poterono svolgere le analisi sull’intera superficie.

Lo spettrometro del Lunar Prospector ha invece evidenziato tracce di Polonio su buona parte del lato visibile della Luna e di Radon in alcune zone ben definite. Tra queste, la regione del cratere Aristarco, che ha sempre suscitato l’interesse degli scienziati per la vicinanza a quella che sembra una regione vulcanica.

Piccole emissioni si riscontrano ai margini dei mari lunari, dove in passato si sono avute grandi emissioni di lava.

La faccia nascosta della luna non sembra presentare tracce di Polonio o di Radon, ma questo dato non è sorprendente: la superficie di questa è infatti più spessa, e non presenta tracce, in passato, di attività vulcaniche.

Ovviamente, anche se non si tratta di una vera e propria attività vulcanica, le regioni che ancora emettono gas potrebbero essere meta di nuove spedizioni scientifiche.

Per saperne di più visitate il sito:

Lunar Prospector




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