COPERTINA
Broccoli amici dei polmoni - 43470 -3-3
 SCIENZA   TECNOLOGIA   <<ASTRONOMIA>>   SALUTE   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Astrofisica   |   Asteroidi   |   Cronache   |   Galassie   |   Missioni   |   Niburu (Planet X)   |   Pianeti   |   Ricerche   |   Sistema solare   |   Sole   |   Telescopi   |   Stelle   |   Universo   |

Ricerche

Figli delle stelle 4
Viaggiando verso Marte...
Il Big bang... (terza parte)
Scoperte sulla materia oscura
Sfere di Luce
Il tempo quantistico
Principio antropico
Il Big bang... (seconda parte)
Il Big bang... (prima parte)
Fotografati i neutrini
Fluidi a gravità zero
Figli delle stelle 3
Storia della Terra cava
Quarta dimensione dello spazio
Hawking: colonizzare lo spazio
Terra protetta dai lampi gamma
La tecnologia scramjet
Alla velocità della luce 2
Lo studio delle stringhe
Segni dell'extra-mondo
Alla velocità della luce
Il Ki delle Nove Stelle
Licheni spaziali-panspermia update
Microantenne nello spazio
Panspermia update
Una nuova FORZA...
Composti organici su Titano
Balene spaziali
Big bang artificiale
Il pallone sonda McMurdo
La luce cinerea della Luna
Comete invisibili
Pochi pianeti come la Terra
Viaggi interstellari
Eruzioni solari in 3D
La Terra si sta allargando
Dal 2005 vacanze nello spazio
Microbi nello spazio
Magnetosfera colabrodo
Ascensori per lo spazio
Idrocarburi in un meteorite
Materia oscura e raggi X
La Terra ha forse due lune
Sistemi solari gemelli
Gas lunari
La tecnologia scramjet
La tecnologia scramjet


a cura del CNR

Nel tunnel dell'Istituto per l'energetica e le interfasi del Cnr è operativa la simulazione della tecnologia scramjet, per sviluppare la messa in orbita di satelliti e velivoli a costi più ridotti, che ricavino l’ossigeno dall’atmosfera anziché dai serbatoi.

La tecnologia ‘scramjet’, Supersonic Combustion Ramjet, viene sperimentata con successo anche in Italia, all’Istituto per l'energetica e le interfasi del Consiglio Nazionale delle ricerche (Ieni-Cnr) di Milano, dove è operativo un tunnel che permette la simulazione di volo a velocità ipersonica.

“Il propulsore scramjet si basa sulla combustione supersonica – spiega Giulio Riva, ricercatore dello Ieni-Cnr di Milano – e, al contrario di quanto avviene nei motori a razzo, l’ossigeno necessario alla combustione viene preso dall’atmosfera invece che da un serbatoio alloggiato sul velivolo”. Il propulsore è formato, infatti, da una camera di combustione nella quale entra l’aria a velocità supersonica e viene iniettato il combustibile per cui avviene la combustione. Con questo tipo di propulsione si possono raggiungere velocità molto elevate, dal limite più basso di Mach 5 o 6, cioè cinque volte la velocità del suono, fino a Mach 15 e oltre.

Il meccanismo dello ‘scramjet’ sembra piuttosto semplice. È invece meno semplice ricreare e studiare proprio le condizioni di supersonicità.

“Questi motori sono utilizzabili, infatti, solo ad elevate velocità di volo – spiega ancora Riva – e, dal punto di vista dell'efficienza propulsiva, si collocano in una fascia intermedia tra i motori a razzo (poco efficienti) e i turbogetti che non sono però utilizzabili per il volo ipersonico”. Gli ‘scramjets’ potrebbero essere usati, in un prossimo futuro, come motori intermedi per la messa in orbita di satelliti o equipaggi, o come propulsori di crociera per velivoli ipersonici.

Gli studi teorici e sperimentali su questo tipo di sistemi propulsivi vengono in realtà effettuati da decenni negli Stati Uniti, ma si sono ora intensificati in quanto gli ultimi progressi tecnologici in fatto di materiali rendono plausibile la possibilità di realizzare un prototipo funzionante.

Il tunnel ipersonico pulsato dello Ieni - Cnr è in grado di riprodurre con buona approssimazione e per tempi relativamente brevi (alcune decine di millisecondi) condizioni di volo ipersonico (fino a Mach 7.5). Nel laboratorio del Cnr i ricercatori stanno studiando lo sviluppo una nuova generazione di lanciatori per la messa in orbita di satelliti e/o velivoli con equipaggio a costi notevolmente ridotti rispetto a quelli attuali, in grado di generare spinta a tutte le velocità, con o senza l'atmosfera.

In questo tunnel, sviluppato a partire dal 1998 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall'Agenzia Spaziale Italiana, sono attualmente in corso prove su modelli in scala ridotta di propulsori denominati RBCC (Rocket Based Combined Cycles). “Questi sistemi dovrebbero adeguare il loro modo di operare alla velocità di volo – conclude il ricercatore – fornendo una spinta dal decollo fino alla messa in orbita (oltre Mach 25 nelle regioni più esterne dell’atmosfera) e, in una fase intermedia (oltre Mach 5), operare proprio in modalità ‘scramjet’ ”.

Scheda

Che cosa: tecnologia scramjet / 8 maggio 2006
Chi: Istituto per l’energetica e le interfasi del Cnr di Milano
Per informazioni: Giulio Riva, ricercatore dell’Istituto per l’energetica e le interfasi (Ieni) del Cnr
Laboratorio di Gasdinamica e Combustione, Milano
Phone: +39 02.66173291
E-mail: giulio.riva@ieni.cnr.it




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (17-05-2006:11:36)  EDIT ARTICLE Nr. 24105  



Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.3546)