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redazione ECplanet

La ricerca di organismi viventi su altri pianeti e la verifica dell'ipotesi panspermica (l'idea che la vita sia sia trasferita di pianeta in pianeta), è basata essenzialmente sui batteri data la loro semplicità organica e la loro capacità di sopravvivere a condizioni estreme come quelle a cui sarebbero sottoposti nel caso di un viaggio interplanetario.

L'intento dell'esperimento dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) denominanto missione “Foton-M2” è stato proprio quello di studiare le proprietà di questi organismi nello spazio. Al ritorno della missione, lo scorso giugno, ha destato un certo scalpore la scoperta che i licheni siano particolarmente adatti alla sopravvivenza nello spazio. I licheni non sono degli organismi singoli ma un'associazione di milioni di cellule algali che cooperano nel processo della fotosintesi e sono tenuti insieme da un tessuto fungale. Le cellulle algali e i funghi hanno una relazione simbiotica in cui le cellule algali forniscono ai funghi il cibo e i funghi forniscono alle alghe un ambiente di vita favorevole alla loro crescita.

I licheni sono conosciuti anche come “estremofili” perché sono capaci di sopravvivere sulla Terra anche negli ambienti più ostili. L'elemento più sorprendente della scoperta è la complessità di questi organismi: sono multicellulari, macroscopici e eucarioti, il che significa che su una scala evoluzionaria sono più “moderni” dei batteri. I licheni possono essere considerati come un semplice ecosistema.

L'esperimento svoltosi durante la missione Foton è stato possibile grazie al Biopan di cui è fornito il mezzo che alla corretta altitudine orbitale si è aperto per esporre i campioni nello spazio aperto e quindi al vuoto, ad ampie fluttuazioni di temperatura allo spettro completo della luce ultravioletta e al bombardamento della radiazione cosmica.

Durante la missione, che è stata lanciata in orbita il 31 maggio scorso, i licheni di due differenti specie (“Rhizocarpon geographicum” e “Xanthoria elegans”) sono stati esposti per un totale di 14.6 giorni prima di ritornare sulla Terra. Alla fine dell'esposizione, il coperchio del Biopan è stato chiuso per proteggere i licheni dalle condizioni del rientro. Il Biopan è poi stato trasportato al laboratorio ESTEC di Noordwijk in Olanda, per essere aperto e svolgere le analisi dei licheni.

Leopoldo Sancho, della Complutense University of Madrid, a cui sono stati sottoposti i risultati, ha ha tratto la conclusione che i licheni hanno la capacità di resistere ad una piena esposizione alle peggiori condizioni spaziali, specialmente agli alti livelli di radiazioni ultraviolette. Le analisi hanno mostrato una altissima percentuale di sopravvivenza e una abilità invariata di fotosintesi. L'esperimento suggerisce dunque che i licheni potrebbero sopravvivere sulla superficie di Marte. Questa notizia è stata pubblicata dal periodico on line “Space Daily”.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

European Space Agency




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Ultima modifica = (03-01-2006:16:04)  EDIT ARTICLE Nr. 21535  


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