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redazione ECplanet

Mantenere il contatto con le sonde spaziali a grande distanza dalla Terra potrebbe diventare più facile e meno costoso se venissero usate reti costituite da milioni di piccoli trasmettitori simili a quelli che si trovano nei congegni elettronici basati su tecnologia “senza fili”. L'idea è venuta a Louis Scheffer, un ingegnere elettonico della Cadence Design Systems californiana.

Oggi, la NASA parla con le sue sonde sperdute nello spazio attraverso il Deep Space Network, una rete basata su tre strutture in Spagna, in Australia e nel deserto californiano del Mojave. Sebbene efficace, il sistema presenta una serie di inconvenienti: strutture molto grandi, riparazioni lunghe e difficili, necessità di schermare le antenne che raccolgono i segnali a microonde da fonti esterne di disturbo e di filtrare i segnali.

Per questo Scheffer consiglia di usare sistemi completamente diversi basati su una serie di piccole antenne con chip simili a quelli che si trovano nei computer portatili per i collegamenti wireless. In un articolo pubblicato sull'ultimo numero della rivista “Radio Science” (vol 40, numero 5), l'ingegnere spiega che su una scheda standard da circuito elettronico di 25 centimetri quadrati possono essere stampate fino a 100 antenne. Queste antenne possono essere controllate da un unico chip da computer.

Sebbene ogni microantenna non possa superare la potenza di 10 milliwatt, 50 milioni avrebbero una potenza doppia di quella della grande antenna parabolica di Arecibo a Portorico. I circuiti potrebbero essere piazzati su un grande pannello disteso su un terreno piatto, come tante mattonelle, senza parti mobili. La manutenzione sarebbe ridotta al minimo.

Dal momento che queste microantenne si limiterebbero a trasmettere i dati, non sarebbero necessari tutti i sistemi per filtrare i rumori esterni e ci sono sufficienti radiotelescopi al mondo per ricevere i segnali delle sonde spaziali. Secondo i suoi calcoli, ogni mattonella non costerebbe più di 20 dollari con un risparmio totale di quattro volte rispetto al costo di una grande antenna. Questa notizia è stata divulgata dall'agenzia “ZadiG”.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Deep Space Network

Arecibo Observatory




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Ultima modifica = (25-11-2005:15:29)  EDIT ARTICLE Nr. 20820  


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