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di: Alessio Mannucci

Milioni di chilogrammi di particelle di polvere e acqua, ma soprattutto una sorprendente quantità di molecole organiche sparate nello spazio dopo l'impatto della sonda NASA Deep Impact con la cometa 9P/Tempel 1 avvenuto il 4 luglio scorso. Tali osservazioni alimentano le varie teorie “panspermiche” secondo cui le comete potrebbero aver “inseminato” la Terra con i materiali basilari che hanno poi generato la vita sul nostro pianeta. Suggerendo inoltre che il cuore dei nuclei delle comete sarebbe spugnoso piuttosto che indurito.

Al momento dell'impatto, ben 80 telescopi terrestri e orbitali hanno fotografato la nube luminosa sollevatasi dalla dalla superficie della cometa alla velocità di circa 5 km al secondo seguita subito dopo a un flusso di particelle distribuitosi a forma di cono. Il cono è sembrato rimanere attaccato alla superficie della cometa per circa 22 ore prima di separarsi e formare un arco distaccato. Basandosi sull'attrazione gravitazionale, i ricercatori hanno stimato densità e massa del nucleo della cometa, un nucleo estremamente poroso di circa 72 trilioni di chilogrammi.

Mike A'Hearn, della University of Maryland di College Park, tra i principali investigatori della missione, ritiene che non vi sia ghiaccio più denso verso il cuore del nucleo, ma che si trovi solo in forma di piccoli “chicchi”. “È come una spugna, con molte cavità”, concorda Horst Uwe Keller, astronomo del Max-Planck Institute for Solar System Research, in Germania. Keller ha osservato l'evento attraverso Rosetta, e dice che la scoperta conferma precedenti osservazioni di altre comete rivelatesi porose.

Il gruppo di ricercatori ha stimato che l'impatto ha provocato il rilascio di circa 5 milioni di chilogrammi di acqua e polvere tra 2 e 5 volte tanto. C'era così tanta polvere che nessuno è stato in grado di vedere il cratere causato dall'impatto con la camera da alta risoluzione in dotazione alla missione. Successivamente, le tecniche di image-processing hanno rivelato uno scorcio del cratere. Il team pensa che l'impatto abbia generato un cratere ampio circa 100 metri e profondo 30.

Anche se ancora non si è stati in grado di determinare con precisione la natura e l'abbondanza delle molecole organiche presenti insieme all'acqua e alla polvere, è stato rilevato, con grande sorpresa, un ato ammontare di methyl cyanide, una molecola presente in grandi quantità su altre comete. Il team spera ora di identificare tutte le altre molecole organiche che le comete potrebbero aver trasportato sul nostro pianeta dando origine alla vita, ha detto A'Hearn. Questo articolo è stato pubblicato dal periodico “New Scientist”.

Immagine: deepimpactupdate (La sequenza, catturata dallo strumento ad alta risoluzione in dotazione della missione Deep Impact, mostra lo sviluppo della nuvola formata dal materiale espulso Credits: Science)

Immagine: deepimpactupdate (l'immagine mostra due areee in cui la superficie è liscia e senza depressioni Credits: Science)

Istituzioni correlate all'articolo:

Deep Impact Your First Look Inside a Comet!

Michael A'Hearn's Home Page

Max Planck Institute for Solar System Research

E-mail: Alessio Mannucci




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