La sonda spaziale Cassini ha individuato la probabile presenza di acqua su una delle lune di Saturno, Encelado. Saturno è il sesto e il più spettacolare dei pianeti del nostro sistema solare, con il suo sistema di anelli e le almeno 31 lune già individuate. Encelado è uno dei satelliti interni di Saturno: orbita all'interno degli anelli, ed è particolarmente luminoso perché riflette il 100% della luce solare che lo colpisce.

Scoperto nel 1789 dall'astronomo Cassini, Encelado ha un diametro di quasi 500 chilometri, e compie la sua orbita attorno a Saturno (con un raggio medio di 238.000 chilometri) in meno di un giorno e mezzo. La sua temperatura media in superficie è di 201 gradi centigradi sotto zero.

Il satellite, scoperto il 28 agosto 1789 da William Herschel, prende il nome da uno dei Titani, che nella saga mitologica greca fu ucciso nella battaglia contro gli dei, e fu seppellito da Atena sotto l'Etna. Il nome “Encelado”, così come quelli di tutti i sette satelliti di Saturno allora conosciuti, fu suggerito dal figlio di Herschel, John Herschel, nella sua pubblicazione del 1847 sui risultati delle osservazioni astronomiche fatte a Capo di Buona Speranza.
La superficie di Encelado è completamente coperta di ghiaccio e riflette quasi al 100% la luce che lo colpisce. È stata fotografata per la prima volta da Voyager, che aveva scoperto una superficie molto varia:qualche zona era butterata con crateri larghi anche 35 km ,altre erano lisce come appena formate. Una possibile spiegazione poteva essere che negli ultimi milioni di anni il calore interno abbia fatto fondere la crosta ghiacciata cancellando la fenomenologia precedente.

Secondo Carolyn Porco dell'Imaging Team dello Space Science Institute di Boulder c'è un qualcosa di anomalo. Le immagini scattate da Cassini mostrano profonde cavità lunghe circa oltre 100 km e larghe 40 dalle quali fuoriescono geyser che emettono vapore acqueo. Quindi in profondità ci deve essere un qualora di naturale che scioglie almeno parzialmente il ghiaccio superficiale. Ma dove si trovi questa sorgente e cosa sia è un mistero.
Bonnie Buratti, che segue come ricercatore la missione, ha avanzato un ipotesi: la presenza di un mantello di minerali radioattivi. Sarebbero poi la forza gravitazionale di Saturno e dei satelliti maggiori ad attrarre in superficie il vapore come effetto marea, producendo con l'andar del tempo quelle fratture. A contatto con l'esterno, poi, il vapore si cristallizza in particelle che sono state analizzate dagli scienziati. Le analisi dicono che vi è un continuo apporto di cristalli di ghiaccio da sotto la superficie. Tant'è che i più recenti hanno appena qualche anno, dice Buratti. Sarebbe proprio questo vapore a fornire Encelado di una atmosfera, seppur debolissima.

Lo spettrometro di Cassini ha rilevato che tale atmosfera è costituita al 65% di vapore acqueo, al 2% di idrogeno e per il resto di anidride carbonica e azoto; proprio questo ha condotto alla sorprendente conclusione che l'anello di Saturno sia dovuto all'attività dei geyser. Se tale ipotesi fosse confermata dal prossimo sorvolo nel 2008, Encelado risulterebbe il 4°soggetto del sistema solare ad avere vulcani attivi.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:
NASA - Cassini-Huygens Close Encounter with Saturn