Dopo la scoperta di Plutone del 1930, gli astronomi notarono ben presto che la presenza di quest'unico pianeta non era sufficiente a spiegare le interferenze sulle orbite d’Urano e Nettuno. Così nel 1970 venne generato al computer il primo modello di un ipotetico Decimo Pianeta (Planet X). Si calcolò che il Planet X dovesse essere almeno 5 volte più grande della terra.
Venne calcolata inoltre la lunghezza e la forma della sua orbita attorno al sole e il numero d'anni per completarla. Nel 1983 un gruppo d'astronomi supportati dalla NASA compirono degli studi con il satellite astronomico ad infrarossi (IRAS) e scoprirono la presenza di un oggetto di dimensioni pari almeno a quelle di Giove ai margini del Sistema Solare. Gli scienziati non seppero classificare quest'oggetto.
Roberto Solarion - 1997
L'opinione di John Murray - 7 ottobre 1999
Incuriosito dal fatto che le orbite delle comete a lungo periodo osservate da terra non erano orientate esattamente nello spazio, uno scienziato della “Open University in UK” ha capito che potrebbero essere influenzate dalla gravità di un grande e misterioso oggetto sconosciuto, in orbita attorno al sole. Il prossimo 11 ottobre 1999 su “Monthly Notices” della Royal Astronomical Society, il dott. John Murray parlerà di un oggetto orbitante attorno al Sole lontano 32 volte la distanza che separa la Terra dal Sole. Potrebbe essere poco percepibile a causa del suo lento movimento, e potrebbe essere sfuggito nelle attuali e nelle precedenti ricerche sui pianeti distanti... Si crede che le comete a lungo periodo siano originate in un vasto “bacino di riserva” di comete potenziali, conosciute come la fascia (=nube) di Oort, che avvolge il Sistema Solare ad una distanza che varia dalle 10.000 alle 50.000 unità astronomiche (UA).

Gli astronomi hanno capito che la vicinanza di una terra all'interno del Sistema Solare, abitualmente, genera perturbazione nelle loro orbite. Solo quando vicine al sole gli oggetti cominciano a fare “le comete”, con la loro classica coda. Il Dott. Murray ha notato che fra le comete che raggiungono l'interno del Sistema Solare, un gruppo proviene da luoghi dello spazio che sono disposti in fila lungo un arco intorno al cielo. Egli ha intuito che questo potrebbe contrassegnare l'esistenza di un esteso movimento intorno allo spazio in un’altra zona della fascia di Oort, creata da perturbazioni gravitazionali sulle comete che viaggiano. L'oggetto potrebbe essere grande quanto Giove per creare delle perturbazioni gravitazionali così estese da rilevarne gli effetti, ma attualmente, le teorie accreditate non spiegano le perturbazioni con l'esistenza di un pianeta così distante dal sole.
Se fosse così massivo (come ritiene Murray) potrebbe essere una nana bruna (il più caldo fra gli oggetti stellari) e non un pianeta, e verosimilmente potrebbe essere determinato molto facilmente. Nonostante ciò il dott. Murray specula sull'esistenza di questo oggetto, se esiste, è sicuramente di natura terrestre, e non stellare, probabilmente è stato catturato dalla formazione del Sistema Solare, con un evento che sembra avere alle basi le correnti leggi conosciute. Sebbene un grande, e distante pianeta abbia un fascino indescrivibile e l'ipotesi sia suggestiva, il Dott. Murray tuttavia dà rilievo al fatto che questa potrebbe essere l'unica spiegazione per motivare le perturbazioni orbitali delle comete a lungo periodo.
Data articolo: maggio 2007