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Niburu  (planet x)

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redazione ECplanet

Da un articolo di ALAN ALFORD - 2000

Nel 1978 la teoria di un Decimo Pianeta fece un balzo in avanti quando due astronomi dell'osservatorio navale statunitense di Washington DC, Robert Harrington e Tom Van Flandern cominciarono le ricerche su nuovi dati scientifici sulla massa di Plutone e del suo satellite Caronte. Gli scienziati alla fine delle loro ricerche stabilirono che le orbite di Urano e Nettuno venivano disturbate dalla forza di gravità di un corpo celeste ancora non identificato.

Gli anni seguenti i due ricercatori proposero un modello generato al computer del pianeta che venne denominato Planet X. La teoria consisteva nel considerare il Planet X un pianeta catturato dal Sole, con un orbita molto eccentrica, molto inclinata e molto lunga intorno al Sole. Secondo i calcoli dei due ricercatori il Planet X doveva avere una dimensione di 3 o 4 volte maggiore rispetto a quella della Terra. Nel 1982 la NASA confermò ufficialmente la possibilità di un Planet X, affermando che “un qualche oggetto misterioso è nello spazio, molto lontano i pianeti più esterni” del Sistema Solare.

L'anno successivo il satellite astronomico a infrarossi (IRAS) scovò un enorme oggetto nelle profondità dello spazio. Il Washington Post riassunse un’intervista con il direttore del progetto IRAS come segue: “Un corpo stellare grande almeno quanto Giove e sufficientemente vicino alla Terra da poter essere considerato appartenente al nostro Sistema Solare è stato individuato in direzione della costellazione di Orione dal nostro satellite in orbita. Posso solo affermare che non siamo in grado di stabilire cosa sia”. Esperimenti scientifici degli anni successivi portarono a stabilire, secondo calcoli matematici, che il Planet X era 4 volte più grande della Terra e aveva un orbita ellittica inclinata di 30 gradi e che la sua distanza dal Sole era 3 volte maggiore di quella di Plutone.

Nel 1987 la NASA annunciò ufficialmente la possibile esistenza del Planet X, la rivista americana Newsweek riportò scritto che “la Nasa ha tenuto una conferenza al suo Centro di Ricerca di Ames in California la scorsa settimana e ha fatto uno strano annuncio: un decimo pianeta eccentrico potrebbe - o forse no - orbitare attorno al sole; il ricercatore che ha annunciato questa notizia, John Anderson, afferma che davvero il Planet X potrebbe essere lì da qualche parte, tuttavia non vicino agli altri nove pianeti; questo potrebbe spiegare le irregolarità delle orbite di Urano e Nettuno”. Nel suo libro “Materia oscura, pianeti scomparsi e nuove comete” (orig. Dark matter, missing planets and new comets), Van Flandern afferma quanto segue: “Statisticamente, alcune stelle avrebbero potuto avvicinarsi al nostro Sole di circa 40 volte la distanza di Plutone nel corso dell'esistenza del nostro Sistema Solare, e avrebbero potuto spingere i pianeti più esterni a compiere orbite fortemente ellittiche.

Queste orbite potrebbero portare a incontri ravvicinati del pianeta con gli altri nove”. Flandern aggiunse che tale orbita è molto instabile e non potrebbe durare per più di 100.000 anni, a causa delle forte gravità di Giove, che in un incontro ravvicinato con il pianete sarebbe in grado di scaraventarlo al di fuori del nostro Sistema Solare. Nel 1995, dopo la scoperta di una nuova cintura di asteroidi oltre Nettuno, Van Flandern suggerì l'ipotesi che il Planet X potesse essere esploso, e gli asteroidi fossero i frammenti di tale esplosione. Quattro anni più tardi, nell'edizione del Settembre 1999 del Meta Research Bulletin rispose alla scoperto di tre asteroidi oltre Nettuno: “La scoperta di ulteriori asteroidi al di là di Nettuno conferma la presenza di una cintura di asteroidi, pertanto il Planet X potrebbe essere una cintura di asteroidi piuttosto che un pianeta intatto”.

Data articolo: giugno 2007




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