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Niburu (articoli storici) 2
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redazione ECplanet
Due gruppi di ricercatori hanno ipotizzato l'esistenza di un pianeta o stella abortita, sfuggito all'attenzione degli astronomi, orbitante attorno al sole alla distanza di oltre 4 mila miliardi di chilometri, molto lontana dalla orbita dei 9 pianeti conosciuti. La teoria, che potrebbe spiegare la traiettoria di alcune comete, verrà pubblicata in due differenti riviste scientifiche. Finora nessun telescopio ha individuato quest'oggetto ma, sulle basi delle sue influenze gravitazionali, J. Murray ipotizza che il pianeta potrebbe essere più grande di Giove ed orbitare circa 32.000 Unità Astronomiche dal Sole.
Nel frattempo un gruppo di ricercatori dell'Università della Louisiana con a capo il fisico John Maltese ipotizzano che l'oggetto potrebbe essere un pianeta od una Nana Bruna, circa tre volte più grande di Giove, ed orbitare a circa 25.000 Unità Astronomiche dal Sole.La loro teoria verrà pubblicata sulla rivista Icarus. I ricercatori della Louisiana affermano che la presenza di questo pianeta potrebbe spiegare la configurazioni delle comete. Affermano inoltre che il periodo di rivoluzione dell'oggetto intorno al Sole dovrebbe essere di circa 4 o 5 milioni di anni. La teoria di Murray ipotizza un periodo di rivoluzione di almeno 6 milioni di anni e che il pianeta ruota intorno al Sole nel verso opposto a quello seguito dai 9 pianeti conosciuti. Come mai un pianeta di tali dimensioni ruota così lontano dal Sole? I ricercatori affermano che probabilmente potrebbe essere un corpo celeste “libero” catturato dalla forza di gravità del Sole.

E come non è stato individuato prima ? Murray risponde che perfino un pianeta come Giove sarebbe difficilmente osservabile a tali distanze. Matese aggiunge che sarebbe stato impossibile individuare questa Nana Bruna perfino per il satellite astronomico a infrarossi lanciato nel 1983, ma potrebbe essere individuato dal nuovo satellite a infrarossi che sta per essere lanciato. I due gruppi di ricercatori hanno dichiarato di non essere in grado di stabilire se si riferiscono allo stesso oggetto ma ammettono che le ipotesi sull'orbita e la massa di quest'ipotetico pianeta sono molto simili. Tutto questo potrebbe sembrare fantascienza ma un esperto del campo, Brian Mardsen, che è a capo del “International Astronomical Union’s Central Bureau for Astronomical Telegrams” e del Reparto Pianeti Minori dello Smithsonian Astrophysical Observatory, conferma che questa ipotesi è stata oggetto di discussioni per anni.
Tuttavia Mardsen aggiunge che non è convinto della fondatezza di queste ultime ricerche. Se le teorie di queste ultime ricerche dovessero essere confermate, aprirebbero la strada a nuovi scenari. Qualcuno ha proposto che l'effetto della gravità di questo oggetto si avvertirebbe sulla Terra sottoforma di tempeste periodiche di comete, aumentando enormemente la possibilità che una di esse entri in collisione con il nostro pianeta. Daniel Whitmire, collega di Matese in questa ricerca, già nel 1985 spiegava con l'impatto di comete le estinzioni di massa sulla Terra. Tuttavia Matese afferma che quest'oggetto “non è in grado di creare tempeste di comete ed influenza solo il 25% delle comete proveniente dalla Nube di Oort. Tuttavia ipotizza che potrebbero esserci delle correlazioni tra gli effetti della gravità di questo pianeta con il moto oscillatorio del Sistema Solare nella galassia.
Data articolo: giugno 2007 Fonte: MSNBC - 7 OTTOBRE '99
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