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di: Massimo Bertolucci

La stazione spaziale internazionale (International space station) sarà completata, salvo imprevisti, per il 2006. Il costo finale ammonterà a 100 miliardi di dollari e sarà un gigantesco laboratorio scientifico orbitante. Per rendere l`idea della sua maestosità: la struttura è lunga 108 metri; larga 78 metri; pesa 460 tonnellate; il suo volume pressurizzato equivale a quello di due jumbo 747; si sposta ad una velocità di 28 mila chilometri l`ora.

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La stazione è in orbita e i lavori di assemblaggio procedono. Gli scienziati sono sicuri che questo progetto sarà estremamente utile. Bisognerà però tenere conto che il tempo e gli spazi a disposizione sulla stazione sono limitati e lo spirito di competitività fra gli scienziati delle 16 nazioni partecipanti all`iniziativa è molto forte.

Sul piano della ricerca scientifica, la stazione spaziale rappresenta un laboratorio inimitabile perché nessuna indagine, su tanti fenomeni della vita e della fisica, potrà essere ricreata alle stesse condizioni sperimentali di assenza di gravità sulla Terra se non in tempi molto limitati e con l`impiego di sofisticate apparecchiature.

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Il bagno della stazione spaziale

Nell`ambito farmacologico, i bersagli dei farmaci sono molto spesso proteine o enzimi. Riuscire a comprendere la tridimensionalità di una proteina è importantissimo perché è un modo per conoscere la funzione biologica al fine di progettare farmaci mirati che interagiscano con essa. Lo studio della forma della proteina viene di solito eseguito bersagliando di raggi i cristalli che le contengono con la tecnica chiamata cristallografia a raggi X. La procedura eseguite sulla Terra spesso non da risultati soddisfacenti: si ottengono cristalli di proteine molto fragili.

Nella stazione spaziale, in assenza di gravità, le cose cambiano decisamente: si potrà ottenere un ordinamento strutturale molto più preciso che consentirà di conoscere tutti i dettagli di composizione di una proteina. Gli scienziati italiani hanno l`intenzione di eseguire un primo studio sulla cristallizzazione di una proteina simile al collagene. Nei mammiferi tiene insieme cellule e tessuti ed è la più abbondante in termini di quantità.

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Gli astronauti al loro rientro sulla Terra sono tutti indolenziti e devono sottoporsi a una terapia riabilitativa che dura almeno sei mesi. Il depauperamento fisico cui vanno incontro è paragonabile all`invecchiamento. 12 mesi sulla stazione spaziale equivale, come perdita di massa ossea, a un decennio sulla Terra. Per studiare questa problematica sono già stati programmati una serie di test anche su animali, mandando in orbita topi. Si effettueranno inoltre studi su diverse parti dell`organismo.

orecchio interno: sintomi di disorientamento e nausea sono frequenti negli astronauti. La causa è imputabile allo squilibrio dell`orecchio interno, che ha la funzione di regolare l`equilibrio. Lo studio dell`adattamento farà capire i meccanismi e i disturbi dell`equilibrio.

Reni: i fluidi in assenza di gravità sono ridistribuiti nel corpo. Lo studio farà comprendere meglio i meccanismi che regolano i fluidi corporei che coinvolgono i reni, l`apparato ghiandolare e il cuore e le patologie connesse.

Sistema nervoso: si potranno scoprire innovative tecniche per la riabilitazione di pazienti colpiti da paralisi studiando come il sistema nervoso si abitua all`assenza di gravità nel gestire i movimenti.

Riproduzione: bisogna effettuare sperimentazioni per stabilire se un embrione è in grado di svilupparsi in assenza di gravità. Nelle prime sperimentazione verranno utilizzati embrioni di topi.

Radiazioni: le radiazione cui sono esposti gli astronauti nello spazio sono 50 volte maggiori che sulla Terra. Comprendere i loro effetti sugli organismi permetterà di scoprire efficaci contromisure per i ricercatori impegnati in missioni spaziali.

Sistema neuro vegetativo: verranno studiate le variazioni neurovegetative, ormonali e immunologiche all`origine dello stress degli astronauti.

Visto che fare l`agricoltore nello spazio non è tanto facile, sulla stazione spaziale si faranno anche questo tipo di sperimentazioni. Le problematiche in assenza di gravità sono diverse: l`acqua non scorre in basso, la traiettoria delle radici delle piante è incerta, e via dicendo. Eppure le future colonie di abitanti del cosmo avranno bisogno di cibi freschi. L`unica sperimentazione di coltivazione nello spazio fu fatta sulla Mir da scienziati bulgari. Sulla stazione spaziale gli scienziati contano di creare una piccola serra, lunga mezzo metro, larga 25 cm e alta 35 cm, in cui coltivare lattughe, mais, melanzane. Se la sperimentazione avrà successo, si pensa addirittura di dedicare un intero modulo alla coltivazione.

Verranno fatte sperimentazioni per comprendere in maniera esaustiva le caratteristiche di sostanze importanti per i processi industriali, come schiume, emulsioni, polveri e i fenomeni della combustione, mascherati sulla Terra dalla gravità.

Sono programmate anche sperimentazioni per testare materiali da impiegare sulla Terra o in future missioni come, ad esempio, moduli abitativi composti da materiali espandibili e strumenti per la telemedicina. Questo avrà lo scopo di brevettare le nuove tecnologie che verranno sfruttate commercialmente da imprese terrestri.

La gigantesca stazione spaziale orbita a quasi 400 chilometri d`altezza ed è visibile ad occhio nudo dalla terra.

La sua lucentezza è quasi uguale alla stella Sirio. È l`oggetto più luminoso del cielo notturno. Tutti coloro che volessero avvistare la gigantesca stazione spaziale, il sito Heavens Above fornisce l`orario esatto e la posizione in cui è possibile veder passare la stazione su varie città del pianeta.

Per saperne di più visitate il sito:

Heavens Above




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