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a cura del CNR

Sta per essere lanciato, dalla base russa di Baikonur in Kazakistan, un osservatorio spaziale dell’Esa che metterà a nudo l’Universo grazie a uno strumento sensibilissimo realizzato dall’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

È una missione spaziale delicatissima: mettere a nudo l’universo per capire com’era miliardi di anni fa. A rendere possibile l’impresa sarà l’Osservatorio Spaziale Integral (International Gamma Ray Astrophysical Laboratory), realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con la collaborazione scientifica e tecnologica del CNR e dell’ASI. Questo potente Osservatorio spaziale, che pesa oltre 4 tonnellate, verrà messo in orbita dalla base di lancio di Baikonur, in Kazakistan, il 17 ottobre 2002, alle ore 6,41 italiane. Il razzo russo tipo PROTON lo porterà a 153mila chilometri dalla Terra con una dotazione tecnica assolutamente eccezionale.

"Questo satellite – spiegano infatti Pietro Ubertini e Guido Di Cocco, dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica del CNR di Roma – potrà infatti radiografare il cielo grazie a IBIS, uno strumento di straordinaria complessità tecnologica del peso di circa 1 tonnellata, realizzato da un consorzio di nove istituti internazionali e dall’industria spaziale italiana, coordinati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. IBIS consente di ottenere immagini molto dettagliate e svelerà i misteri del cielo in astronomia dei raggi Gamma, che sono invisibili ai nostri occhi ed ai normali telescopi: una nuova metodologia permette infatti di intrappolare i raggi Gamma e di vedere ogni tipo di oggetto presente nell’universo, persino quelli più vicini ai bordi, grazie alla loro capacità di penetrare anche la materia più densa".

Grazie alla elevatissima sensibilità e definizione delle immagini che è in grado di ottenere, 100 volte superiore a quella raggiunta sino ad oggi, la missione Integral permetterà di svelare la composizione del cosmo, aiutandoci a capire com’era ai tempi della sua formazione. Guardare lontano nell’universo equivale a fare un passo indietro nel tempo, e ciò potrebbe riservare importanti sorprese: "La nostra speranza – sottolinea Ubertini, responsabile del consorzio internazionale IBIS – è di scoprire quello che proprio non ci aspettiamo".

Per ulteriori informazioni:

Pietro Ubertini
Phone: +39 06-49934090
Mobil: +39 339-1497377




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