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redazione ECplanet

I fautori dell'Itelligent Design, razionalisti della religione, eredi del deismo e della religione naturale del XVIII secolo, una forma di ateismo di stampo illuministico, ritengono che, a rigor di logica, ci deve essere un “disegnatore” dietro la complessità delle costruzioni biologiche come il DNA o l'occhio umano.

È proprio la complessità di queste forme che offrirebbe la prova di un “disegno intelligente”, opera di un non ben precisato creatore, una azione cosciente, un intelletto divino, da cui emana tutto l'universo. Contrari all'Intelligent Design sono gli evoluzionisti, che ritengono la complessità delle forme viventi frutto di un principio di auto-organizzazione messo dal caso e dalla necessità. Non vi sarebbe dunque alcun finalismo, alcuna intelligenza in atto. Solo una “stupida” evoluzione naturale.

Recentemente, il dibattito ha chiamato in causa i ricercatori del SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), impegnati nella ricerca di tracce di vita e di intelligenza extraterrestri, che i neo-deisti considerano dei loro alleati. In realtà, la ricerca del SETI è più orientata verso segnali radio di struttura semplice, moderatamente complessa.

Nel momento in cui il SETI dovesse annunciare al mondo di aver captato un segnale alieno di questo tipo, sarebbe sì la prova di una artificialità, e dunque di una intelligenza, extra-terrestre, ma non dell'opera di un creatore universale.

Non sempre complessità significa intelligenza. L'artificialità ricercata dal SETI è caratterizzata da una modesta complessità: segnali organizzati e ottimizzati che si distinguono dalle emissioni naturali che viaggiano nel cosmo. Insomma, niente a che vedere con la biochimica “sovrannatarale” del DNA.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

SETI




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N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (09-12-2005:07:18)  EDIT ARTICLE Nr. 21080  



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