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10mila buchi neri nella via lattea
10mila buchi neri nella via lattea


di: Alessio Mannucci

Il più grande sciame di buchi neri, composto da almeno 10.000 di questi oggetti ancora misteriosi, è stato osservato nella Via Lattea. Questa concentrazione di buchi neri, la più grande mai osservata nella nostra galassia, sta orbitando attorno al gigantesco buco nero che si trova al centro della Via Lattea. La scoperta, che si deve al telescopio spaziale americano per l'astronomia a raggi X Chandra, è stata annunciata oggi nel congresso della Società Americana di Astronomia in corso in California, a San Diego, ed è in via di pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal Letters.

Per anni l'esistenza di un simile sciame era stata solo un'ipotesi, ma adesso per la prima volta l'esistenza del fenomeno è stata dimostrata. I nuovi dati, secondo gli studiosi, permetteranno anche di capire il modo in cui si accresce l'enorme buco nero, dalla massa di 3,7 milioni di volte superiore a quella del Sole, che si trova al centro della Via Lattea. È stato proprio osservando la regione circostante questo buco nero, chiamato Sagittarius A, che Chandra ha scoperto lo sciame, ha detto l'astronomo Michael Muno, dell'Università della California a Los Angeles (UCLA).

I ricercatori hanno osservato una regione compresa nel raggio di 70 anni luce da Sagittarius A alla ricerca di sorgenti di raggi X, come buchi neri attivi e stelle di neutroni. Hanno scoperto così che nel raggio di tre anni luce da Sagittarius A c'è una zona intensamente popolata da buchi neri relativamente piccoli. Sono ciò che resta dell'esplosione di stelle con una massa dieci volte maggiore rispetto a quella del Sole. Nel corso di miliardi di anni questi oggetti si sono progressivamente spostativerso il centro della galassia e, nel loro movimento, hanno trascinato con se' stelle di massa minore.

È anche accaduto che i buchi neri abbiano sconvolto l'equilibrio di stelle appartenenti a sistemi binari: l'intensa gravità del buco nero ha indotto la stella a cambiare partner e ad appaiarsi al buco nero che nel frattempo aveva ingoiato la sua compagna. In questo modo sono nati centinaia di nuovi sistemi binari formati da un buco nero e una stella di neutroni, ha osservato un altro autore dello studio, Eric Pfahl, dell'Università della Virginia.

Gli astronomi ritengono infine che i nuovi dati forniti dal telescopio Chandra potranno aiutare a sapere qualcosa in più sul modo in cui Sagittarius A si accresce: buchi neri e stelle di neutroni osservati nel centro della galassia sono infatti destinati ad essere gradualmente ingoiati da Sagittarius A e si stima che circa 10.000 di questi oggetti potranno essere catturati nell'arco di pochi miliardi di anni, accrescendo del 3% la massa del buco nero centrale.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Chandra X-ray Observatory

University of California, Los Angeles

E-mail: Alessio Mannucci




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