Recita un antico detto birmano: "L'uccello vive nell'aria ma non vede il cielo, il pesce vive nell'acqua ma non vede il mare, l'uomo vive sulla Terra ma non vede il mondo". In effetti, posto in condizioni normali, l'uomo è in grado di osservare la superficie del Pianeta su cui vive solo da un punto di vista più o meno orizzontale, limitando la sua visione a piccole aree. Eppure, la storia del genere umano è costellata da numerosi tentativi di "elevazione" per superare i limiti naturali di osservazione e di percezione visiva, e permettere all'uomo di scrutare oltre il muro, la collina, la montagna.

Tentativi spesso legati a motivazioni di tipo strategico-militare, ma che nel corso dei secoli hanno aperto la strada a invenzioni straordinarie, (come gli strumenti ottici o quelli di navigazione aerospaziale), e scoperte illuminanti (come quelle nel campo della fisica delle onde elettromagnetiche), che hanno profondamente cambiato il rapporto dell'uomo con il suo ambiente e la sua rappresentazione. Al punto che oggi egli è in grado di abbracciare con un solo sguardo vaste aree di territorio, e di rappresentarlo su piccola scala attraverso immagini e mappe estremamente dettagliate.
Un ruolo particolare in tale processo lo ha giocato il Telerilevamento (Remote Sensing), un insieme di tecniche e strumenti (analitici ed interpretativi) che attraverso l'uso di sensori che registrano l'energia elettromagnetica emessa o riflessa da oggetti e superfici poste a distanza, forniscono informazioni dettagliate sulle caratteristiche fisiche ed ambientali di un territorio, sulla sua destinazione d'uso, sui cambiamenti ed i processi dinamici da cui è interessato.

Gli strumenti utilizzati in Telerilevamento sono caratterizzati da diverse risoluzioni in relazione alle differenti modalità di osservazione degli oggetti; essi captano l'energia proveniente dai vari intervalli dello spettro elettromagnetico, rilevando oltre al visibile altre "luci" che provengono dal sole o dalle superfici naturali ed alle quali l'occhio umano non è sensibile.
La distanza di osservazione può essere prossima (con rilievi eseguiti da terra ad altezze di qualche metro), lontana (riprese aeree) o estrema, grazie alle prospettive di osservazione della Terra rese possibili dal recente impiego delle tecnologie satellitari per usi civili.
Fonte: Eugenio Zilioli
Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente del CNR, Milano
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